Noce

Nome comune: NOCE

Nome scientifico: Juglans regia L.

Nome occitano:

Famiglia : Junglandaceae

Caratteristiche:

Albero a foglie caduche alto fino a 15 mt. con tronco diritto e chioma tondeggiante. La corteccia è di colore bianco-cenere e liscia  nei rami giovani, mentre il tronco è più scuro e fessurato

Le foglie sono grandi, alterne e composte da un numero dispari di foglioline (5,7 o 9), ovali-oblunghe.

I fiori maschili sono amenti penduli; quelli femminili sono isolati o raggruppati a due o a tre e sono formati dall’ovario.

I frutti, chiamati noci, sono formati da una parte esterna carnosa detta mallo e da una interna legnosa che contiene il seme detto gheriglio.

Impieghi:

Produce un legno duro, piacevolmente venato e dal colore caratteristico per la produzione di mobili, commercialmente noto in Italia come Noce nazionale. Il frutto è prevalentemente consumato come frutta secca. Le noci possono tuttavia essere tritate per ottenere un olio alimentare, dal sapore particolare, ma che tende ad irrancidire molto presto-

Il Noce viene usato in fitoterapia (le foglie) per le proprietà amaricanti, digestive, depurative, ipotensive, antinfiammatorie e antisettiche.

Curiosità:

Il nome deriva dall’antica Roma dove era chiamato ”Jovis gland” o “Juglans”, la “ghianda di Giove”, padre degli dei. Nel Medioevo si credeva che la pianta fosse legata al diavolo e che attorno ad essa avvenissero i sabba delle streghe a causa della presenza di alcune sostanze prodotte dalla pianta che limitano la vegetazione sotto la sua ombra. Le noci hanno costituito fin dai tempi più antichi, una notevole riserva di cibo per i meno abbienti, in quanto si conservano per molto tempo e potevano essere consumate anche nei giorni in cui la Chiesa prescriveva cibi di magro. E’ tradizione nel giorno di San Giovanni raccogliere i frutti ancora acerbi per confezionare un liquore casalingo, il nocino.