Rovere

Nome comune: ROVERE

Nome scientifico: QUERCUS petraea (Mattuschka) Liebl.

Nome occitano:

Famiglia : Fagaceae

Caratteristiche:

Albero di prima grandezza alto fino a 30-35 m., deciduo, molto longevo e dalla crescita lenta. Predilige suoli sassosi e ben drenati in quanto teme il marciume radicale dovuto al ristagno di acqua.

La corteccia è di colore grigio-bruno, liscia nei giovani esemplari e poi finemente fessurata .

Le foglie sono semplici, alterne, con massima larghezza nel terzo mediano, lobate, glabre su entrambe le pagine.

I fiori maschili sono amenti gialli e penduli, quelli femminili sono piccoli e sessili. Si sviluppano in concomitanza con le foglie.

I frutti sono acheni, le ghiande, ovato-allungate, sessili, spesso a gruppi.

Impieghi:

Il legno è del tutto simile a quello della farnia (Quercus robur L.); è pesante e durevole, molto pregiato per la costruzione di mobili e parquet. Utilizzato nelle costruzioni edilizie, per travature, per la costruzione di doghe per botti per l’invecchiamento dei vini e per la produzione di carbone. Viene inoltre utilizzato come ottimo combustibile.

In fitoterapia si utilizza la corteccia per le sue proprietà astringenti, antinfiammatorie e leggermente antisettiche.

Curiosità:

Il nome del genere secondo alcuni è formato da due parole celtiche," Kaer" "quer" = bell'albero, cioè l'albero per eccellenza; secondo altri deriva dal greco Ruvido e indicherebbe la corteccia ruvida degli alberi appartenenti a questo genere. l nome specifico (petraea) indicherebbe il fatto che la pianta ama i luoghi pietrosi ben drenati.

La simbologia classica considera le querce  simbolo della fertilità dei mesi solari, ma soprattutto simboleggiava la salda protezione, la forza primordiale e l'abilità di sopravvivere anche nei periodi più difficili. Inoltre simboleggia la longevità, il potere, la resistenza, l’immortalità e l’orgoglio. Le ghiande presso i Greci erano simbolo della fecondazione della Dea Terra da parte di Zeus. Secondo la credenza popolare la vigilia di Natale bisogna far ardere sul fuoco un ciocco di quercia, poiché essa è simbolo di rinascita, di avvento, di luce che torna dopo il buio.